Intrattenimento

«Madres paralelas», un melodramma politico tra passato e presente

Nelle sale il nuovo lungometraggio di Pedro Almodóvar è grande protagonista. Tra le novità anche l’attesissimo «Freaks Out» di Gabriele Mainetti

Quando arriva nei cinema un film di Pedro Almodóvar è sempre un evento importante: non fa eccezione «Madres paralelas», ultima pellicola dell’autore spagnolo, scelta come titolo d’apertura della scorsa Mostra del Cinema di Venezia. Al centro ci sono due donne, di età differente e di diversa estrazione sociale, che condividono la stessa stanza di ospedale dopo essere rimaste incinte: per entrambe è stata una gravidanza inattesa, ma non sarà l’unico punto di contatto che le unirà.

Dopo lo straordinario «Dolor y gloria» di due anni fa, Almodóvar firma un film sicuramente meno epocale ma altrettanto personale e capace di toccare corde emotive profonde.Il tema della maternità è stato spesso uno degli argomenti principali del cinema del grande regista spagnolo: basti pensare all’inizio di «Carne tremula», oppure a «Tutto su mia madre», a «Volver» o anche al già citato «Dolor y gloria».In questo caso lo spunto diventa ancor più centrale, soprattutto per la relazione che si andrà a instaurare tra le due protagoniste e per diversi colpi di scena che si susseguono durante la visione: alcuni sono però troppo prevedibili ed è uno dei primi limiti di un film molto ben confezionato, ma un po’ slegato tra le sue parti.

Come in buona parte delle sue pellicole recenti (si pensi anche a «Julieta», altro film collegabile a quest’ultimo) Almodóvar guarda al passato, sia con un taglio nostalgico sia, in questo caso, ponendo l’accento sull’importanza della memoria storica.Il film si apre con Janis che cerca un modo per aprire la tomba dove giace il suo bisnonno, assassinato durante la guerra civile spagnola e la sceneggiatura torna (soprattutto verso la conclusione) a questo spunto che diventa determinante per cogliere la psicologia del personaggio interpretato da una brava Penélope Cruz.