Torna alla vetrina "Mutina Ars Antiqua"
Oggetto: Chous a figure rosse
Categoria: Archeologia
Epoca: 400 a.C. circa
Descrizione:
Civiltà Greca, IV secolo a.C. Chous attico a figure rosse con bocca trilobata, pronunciata da due piccole apicature, corpo ovoide rastremato verso l’alto, ansa a nastro lievemente sormontante impostata dall’orlo alla spalla con lieve apicatura all’estremità superiore, piede ad anello. Decorazione con metopa centrale delineata da due bande a ovoli che inquadrano un satiro completamente nudo con coda equina, orecchie appuntite e lunga barba, porta una tenia rossa sulla fronte, si allunga per afferrare con entrambe le mani una pecora, sullo sfondo un albero con lunghi rami ricoperti di foglie rese in rosso.
Il nome chous deriva da “cheo”, versare, ed è usato per indicare questa particolare forma di vasi caratterizzati da un profilo panciuto e una bocca trilobata. Le versioni miniaturistiche sono spesso state rinvenute nelle sepolture infantili, invariabilmente decorate con scene i cui protagonisti erano dei bambini. Venivano impiegati ad Atene durante i festeggiamenti per l’Anthesteria, una celebrazione di tre giorni che aveva luogo in Gennaio/Febbraio per celebrare il vino nuovo, un epifania di Dionisio, ed eccezionalmente partecipavano anche i bambini che bevevano in questi piccoli boccali. Nel secondo giorno del festival, detto appunto Choes, veniva bevuto il vino appena stappato.
Dichiarazione alla Soprintendenza Archeologica di Bologna Cod. 3/2010