Venerdì, 25 Maggio 2012
Oggetto in vetrina

Torna alla vetrina "Mutina Ars Antiqua"

Oggetto: Anfora Attica a figure nere

Categoria: Archeologia

Epoca: 525-500 a.C.

Descrizione:
Attrbuita al Gruppo di Leagros, Ultimo quarto del VI secolo a.C. Importante anfora a figure nere con orlo a echino rovescio con bordo piatto, collo cilindrico con profilo leggermente concavo, distinto dalla spalla da un collarino in rilievo, corpo ovoide restremato in basso, piede ad echino, anse a nastro tricostolate.Decorazione accessoria: orlo, anse e piede esternamente verniciati, sul collo serie di palmette e fiori di loto stilizzati contrapposti e incatenati, sulla spalla linguette in nero e paonazzo. Nella porzione inferiore del corpo tre registri, dall’alto : meandro, catena di boccoli di fiori di loto, linguette a raggiera separati da doppio filetto. Sotto le anse due coppie di palmette generate da motivi curvilinei, alternate a due fiori di loto orizzontali ed uno centrale verso il basso, punto al centro dell’intreccio. Un filetto in nero ala base delle scene figurate.Decorazione principale, lato A) Eracle gradiente a sinistra con leontè e faretra sulla spalla, tiene nella sinistra la spada e con la destra afferra la zampa di un cinghiale che si trova all’interno di un grande pithos, da cui emerge anche la testa a fauci parzialmente aperte. Completano la figurazione tralci vegetali con foglie rese a puntini. Iscrizione Herakles Kalos. In paonazzo parte della testa del cinghiale, la barba e i capelli di Eracle e dettagli decorativi della faretra; in bianco le zanne del cinghiale, i denti della testa di leone sulla fronte dell’eroe, la leontè. Minuziosa resa di dettagli a graffito. Lato B) due cavalieri gradienti a destra con chlamys e chitoniskos armati di doppia lancia nella destra, fra le zampe dei cavalli un cane retrospiciente. Iscrizione Ogthagora Kalos. In paonazzo fasce decorative delle vesti, le criniere e le code dei cavalli, in bianco il cane. L’anfora è inquadrabile all’interno del Gruppo di Leagros, sia per la tipologia vascolare, sia per la decorazione accessoria, sia per i soggetti scelti : è infatti assai frequente la raffigurazione delle imprese di Eracle.

Questo esemplare si distingue tuttavia per una iconografia di Eracle ancora inedita della terza fatica riguardante la lotta con il cinghiale di Erimanto: il mito prevede che la fiera venga catturata e portata ancora viva ad Euristeo, che sopraffatto dal terrore si rifugia dentro un pithos. Qui invece, dominato dalla potente stretta dell’eroe, è il cinghiale stesso che finisce nel grosso vaso. Non si può affermare se si tratta d una versione meno nota del mito e quindi non tramandata, o se invece si tratti di una licenza interpretativa” del pittore che, approfittando della committenza soprattutto etrusca di questo genere di vasi, contava sull’incomprensione di dettagli da parte degli acquirenti. Di particolare qualità la raffigurazione dei due cavalli sul lato opposto del vaso, la presenza del cane tra le zampe de cavalli potrebbe suggerire una scena di caccia piuttosto che di guerra.
Dichiarata di importante interesse storico artistico dalla Soprintendenza Archeologica di Firenze Prot. n. 1244, 27 gennaio 2010

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