Domenica, 05 Febbraio 2012
Stile Neogotico
Storia del mobile picto in Italia

(Dal 1825 al 1830)

Una novità introdotta in periodo Restaurazione, di rilevante interesse anche in ragione dell’effettiva grande risonanza che seppe polarizzare, fu il recupero, per certi versi romantico, dello stile gotico. Il fenomeno che innescò questa nuova tendenza stilistica data al 1825, con l’incoronazione di Carlo X nella cattedrale di Reims. Per tale occasione, l’ornatista Hirtorff allestì addobbi goticheggianti dando involontariamente l’input ad un’incontenibile mania che ben presto contagiò ogni tipo di arredo, dal più minuto oggetto d’arte applicata alle grandi sedie dall’alto dorsale “à la cathédrale”.

Il desiderio di medioevo originò interi arredi ispirati al repertorio iconografico gotico, ne è celebre testimonianza l’Oratorio nel padiglione di Marsan al Louvre, eseguito per la principessa Maria d’Orleans, figlia di Luigi Filippo. Fu un delirante (e per certi versi affascinante) rifiorire di pinnacoli, volte archiacute, motivi a pergamena, rosoni, clipei, spirali, girali e ogni altro emblema ornamentale che il misticismo medioevale, aveva saputo tramandare nell’inconscio collettivo dell’europeo di metà ottocento.
Lo Stile Neogotico può dirsi a ogni evidenza il precursore di quella generale tendenza neostoricistica che più avanti germinerà nel multiforme Eclettismo. Tra i divulgatori dello stile gotico ebbe notevoli meriti il disegnatore Aimé Chenavard (1798-1838).
In Italia il movimento neogotico conobbe nel suo primo manifestarsi poco proselitismo, per poi trovare numerosi estimatori nella seconda metà del secolo, con una produzione d’arredi che se dipinti, si uniformarono a sfondi bianchi lievemente profilati da dorature, ne mancano pittoricismi risolti in monocromiche grisaglie o marezzature a effetto marmoreo.

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