(Dal 1795 al 1804)
In questo breve lasso temporale si assiste nella mobilia ad un’accentuarsi delle premesse neoclassiche in termini di maggior rigore archeologico, nel contempo si precisa quella tendenza a perseguire la severità lineare che di fatto prelude e anticipa forme e ornamentazioni poi tipizzanti l’arredo di epoca Impero. Si registra un generale fenomeno di scadimento qualitativo, imputabile al frettoloso scioglimento delle antiche corporazioni.
Questo periodo è condizionato dalla cifra stilistica imposta dagli architetti Percier e Fontane, che fin dal 1797 fornirono a Jacob i disegni per i mobili destinati alla Convenzione e al Consiglio dei Cinquecento.
L’arredo di Stile Direttorio abbandona le delicate cromie pastello che caratterizzano la produzione neoclassica in favore della cupa magnificenza del mogano, che nella sua vasta gamma di essenze risulterà il legno di gran lunga più apprezzato in questo periodo. L’insistito abbandono degli intarsi a valenza floreale origina da un gusto più sobrio che impone il semplice inserimento di filettature lignee o di lievi profilature lineari in ottone.
Le novità si innestano su una tendenza che di norma trova tipologie già diffuse in epoca neoclassica, ne mancano significative innovazioni: le sedie, sovente tinteggiate a colori chiari e motivi archeologici, si distinguono per il tipico schienale tappezzato o rifinito a traforo che si arrotola “a esse”, le gambe posteriori sono in auge se incurvate “a sciabola”, si diffonde la tipologia a schienale avvolgente (detto a gondola). In studi e biblioteche si prediligono modelli caratterizzati dall’alto schienale concavo, detto “a emiciclo”, con struttura di norma massiccia e sedile rivestito in cuoio. Continua l’uso delle popolari bergères e compare una grande poltrona a due, detta causeuse. I comò presentano rispetto al passato meno varianti formali e in genere si classificano in due categorie: con cassetti a vista o celati da ante. L’uso di secrétaires a abattant trova vasta diffusione e del tutto nuova è la tipologia della toilette, ora simile a una console sulla quale poggia uno specchio basculante. Certamente la novità più fantasiosa è la leggiadra psiche, costituita da un grande specchio ovaliforme o rettangolare, montato entro alti sostegni lignei e generalmente retta da gambine sciabolate.
Il tavolo da pranzo, ovale o rotondo, diviene una consuetudine. La scrivania mantiene la foggia dei modelli à bureau plats già nota in epoca precedente. Altro complemento d’arredo di gran moda è l’athénienne, una sorta di alto brucia profumo dalla forma a tripode (ma noto fin dal 1763, quando per la prima volta appare in un dipinto di Vien).