Domenica, 05 Febbraio 2012
Stile Consolare
Storia del mobile picto in Italia

(Dal 1799 al 1804)

Nel 1799, Napoleone Bonaparte viene proclamato Primo Console. La tendenza (già assimilata durante il Direttorio) incline a concepire arredi improntati a sobria linearità, con mobilia a conclamata preferenza per colori a tinte scure la cui diffusione aveva trovato come protagonista indiscusso il legno di mogano, diviene vera e propria moda mediatica. Il nuovo gusto interpreta alla perfezione quel processo di vittoriosa identificazione culturale-militaresca che le guerre napoleoniche lentamente diffondevano nel subconscio collettivo francese. I decoratori d’interni Percier e Fontane sono arbitri del nuovo gusto, che “lanciano” dapprima trasformando gli arredi della Malmaison; a lavori ultimati, risulterà codificato quel rigoroso principio di stretta connessione tra ambiente, decorazione e arredo, che resterà alla base della loro estetica.
Supporti e gambe sagomati “a sciabola” (introdotti dall’ebanista Jacob) trovano ora impiego generalizzato, i venti di guerra che ovunque vedevano trionfare il tricolore del Bonaparte contagiarono l’intero modo di concepire l’arredo. L’orientamento di ebanisti e decoratori fu indirizzato verso produzioni in sintonia con modelli di evidente richiamo romano-imperiale: le sale giunsero a imitare vere e proprie tende campali, fedelmente ricostruite con l’ausilio di decori ad affresco. E’ in questa fase che trova la sua prima comparsa il piede tornito “a triclinium”, a reggere letti, divani, dormeuse, comò e comodini. Ai lati del letto, in genere alla polacca (sovrastato da baldacchino e tendaggi) si allineano comodini “a colonna”, per richiamare la forma dei tamburi che guidavano la marcia dell’invincibile armata. Si confermò nella camera da letto la presenza della psiche e l’armadio nell’anta centrale ora sfoggia un grande specchio.  Tra le sedie è apprezzato il modello “curiale” con  gambe e braccioli composti a formare una X.  

Dopo  i primi anni seguiti alla crisi della rivoluzione di luglio, rifiorì sulla mobilia la consuetudine di apporre forniture bronzee dorate: cinture, pilastrate, gambe, crociere, predelle, braccioli e quant’altro furono ornate da clipei, stelle, strali, fregi, acroteri e divinità del pantheon greco, romano, etrusco o egizio, sovente lavorate a traforo entro motivi a losanga. Nel loro insieme costituiscono il vero “motivo firma” della produzione di questo periodo.
In Italia, questo stile sortì echi marginali, e non di rado si assiste sulla mobilia all’adozione di pitture marezzate ad imitazione del legno di frutto o di noce o dell’esotico mogano. Gli ornati in rilievo sono generalmente in pastiglia dorata o meccata.

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