ROCOCO’
(Dagli Anni Venti agli Anni Sessanta del Settecento)
Il termine, coniato dai denigratori del movimento artistico, origina dalla dizione rocaille, decorazione ispirata al motivo della conchiglia, già in uso nel cinque-seicento per arricchimenti esterni quali grotte e giardini. Per meglio precisare il differente spirito che anima il Rococò rispetto al Barocco, si pensi che nel primo caso si aspira al bellum, nel senso di ricerca di eleganza disinvolta e raffinata, mentre nel secondo è insito il concetto di pulchrum che indirizza verso l’aulico, il fastoso, l’imponente.
Con l’avvento del rococò si persegue la stilizzazione formale, si prediligono soluzioni curvilinee in forma di C o di S, le linee spezzate vengono abbandonate in favore di linee diritte o modulate, si assiste al trionfo di ornati a intreccio e a conchiglia, con un palese orientamento generale verso l’adozione di forme asimmetriche. Il consenso internazionale che presto arride al nuovo movimento trova anche merito nella notevole diffusione di serie di incisioni ornamentali, in particolare al Livre d’ornements di Meissonier edito nel 1734, o a opere di Oppenordt e Cuvilliés, divulgate presso ogni artigiano europeo, tanto da rendere ardua l’individuazione dell’eventuale provenienza.
Quest’epoca segna il culmine della collaborazione tra artisti, artigiani e architetti. Non v’è dubbio che il materiale più congeniale sia la preziosa e purissima porcellana, la cui formula nel 1709 a Meissen in Sassonia è scoperta dal chimico Bottger. Anche nella mobilia trova ideale campo d’applicazione: consoles, bureau, trumeau, mensole, specchi e boiseries sono in questi anni adorni di ornati in porcellana, quando non interamente eseguiti in questo materiale, come nei celebri casi di Capodimonte o di Doccia.
Si assiste a una generale rivoluzione nel gusto di concepire uso e fruizione della casa: non più solenni saloni di rappresentanza, bensì piccoli ambienti con disimpegni e spesso passaggi segreti, stanze private come i boudoirs per i quali vengono approntate nuove tipologie d’arredo come i poudreuses o commodes o chaises-longues. Specchi, ventoline, appliques conoscono massiccia diffusione.
Il mobiliere in epoca rococò continua ad essere altamente specializzato: il menusiere e lo stipettaio si occupano del legno e di piccole opere d’intaglio, l’intagliatore elabora i lavori di maggior impegno; pittura e doratura competono ai decoratori, il tappezziere esegue imbottiture e ricoperture che di norma sono aggiornate con il variare delle stagioni. All’ebanista spetta la lastronature, l’impiallacciatura e l’intarsio con legni pregiati e spesso esotici, come il palissandro, l’amaranto, il bois de rose e il bois de violette.
In senso lato, il Rococò segna il trionfo della mobilia pittointarsiata.
Gli stili caratterizzanti questo periodo furono il Luigi XV e il Barocchetto.