(Dal 1789 al 1791)
E’ improprio parlare di Stile Rivoluzionario applicato alla storia della mobile, tuttavia anche in Italia vi è testimonianza in taluni esemplari di mobilia ornata da emblemi giacobini, la cui applicazione ha trovato funzione decorativa anche in arredi dipinti di foggia neoclassica. Si tratta di cappelli frigi, sanculotte, bandiere tricolori, immagini della dea Ragione e della Libertà, fasci di faretre da cui fuoriescono picche minacciose o criptati simboli massonici, cari alla borghesia che all’inno liberale aveva immolato l’Ancien Regime. Il dramma dei nuovi tempi portò a un crollo della produzione di lusso (la bottega del Maggiolini a Parabiago molto patì il rovescio politico) e se i nuovi padroni del Direttorio pur commissionarono mobilia di pregio, alle pubbliche aste era possibile comprare a cifre insignificanti quanto di meglio era appartenuto alla monarchia decaduta o al clero umiliato. In questi anni, russi e inglesi arredarono vasti castelli con merce frettolosamente posta all’incanto in Francia e in Italia.