Domenica, 05 Febbraio 2012
Aurifex docet
Storia del mobile picto in Italia

L’arte orafa ebbe parte incisiva nel processo che lentamente trasformò lo Stile Severo in Gotico Internazionale Fiorito. Tra il XIII e il XIV secolo, la metallurgia conobbe straordinaria fortuna, imputabile alla committenza ecclesiastica che in quei secoli lontani rivolse singolare attenzione nell’ostentare entro adeguati contenitori insigni reliquie. Il reliquiario acquisì nel tempo sempre maggior ricchezza: plasmato in oro o argento, ornato da smalti cloisonné o champlevé, impreziosito da niello o ageminato alla damaschina, rifinito a sbalzo e a traforo, a cesello o a bulino. Arche, pissidi, ostensori, calici e quant’altro in breve videro le proprie superfici ornarsi di svolazzanti pinnacoli, finestrelle archiacute, figure a tutto tondo, con una magnificenza senza pari. Nel contempo, anche gli edifici si decorarono di timpani, pinnacoli e trabeazioni con scultorei ornati a valenza floreale o zoomorfa. Analogo processo fu assimilato dai maestri d’ascia, che ben presto si differenziarono anche nella specialità dell’intaglio, in un primo tempo posto in opera a bassorilievo minuto e raffinatissimo, ispirato a stilemi ad archetti a sesto acuto, a monofora, a bifora, a trifora, e ancora pinnacoli, cuspidi, ogive, clipei (mutuati dai rosoni delle facciate delle cattedrali), losanghe, nodi di Salomone, girali spiraliformi o intrecci a graticcio, un repertorio figurativo vivacizzato da ornati desinenti in forma di svolazzi fiammeggianti di foglie d’acanto stilizzate, disposte talvolta a perimetrare blasoni araldici. Questa rivoluzione ornamentale avviene agli albori del XIII secolo, determinando la fine della fase detta di Gotico Severo, ove la mobilia era ancora per lo più di tipo foggiato e priva di elementi ornamentali, per dar così luogo alla forma gotica detta di Stile Internazionale o Fiorito, la cui fortuna è dovuta in gran parte a mode veneziane, città ove fu possibile maturare un più stretto rapporto con la civiltà orientale, incline a rappresentare forme a stilizzazione floreale di singolare ricchezza.  Solo nel quattrocento inoltrato, si assiste all’introduzione anche nell’arredo lignario di elementi plastico-scultorei a tutto tondo, benché in Italia di norma si preferì la coabitazione tra ornato a intaglio e pittura. In puro Stile Gotico Fiorito è il celebre coro realizzato da maestro Giovanni da Baisio nel 1384 nella chiesa di San Domenico a Ferrara, su commissione di Tommasina Guarmonti, moglie di Azzo d’Este. E’ questo nell’Italia settentrionale il più antico e meglio conservato apparato ligneo superstite.

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