Domenica, 05 Febbraio 2012
Barocchetto
Storia del mobile picto in Italia

(Dal 1720/30 al 1770/80)

Con questo termine si designa, per quanto specificatamente attiene alla mobilia e segnatamente all’arredo picto, una parte della produzione eseguita in Italia nel periodo di tempo compreso tra l’epoca rococò e la prima fase del neoclassicismo. Si caratterizza per l’impianto formale e decorativo ancora rigidamente in adesione ai dettami cari al periodo barocco (da cui il termine barocchetto) e alle mode Luigi XIV. Il mutare dei tempi si coglie nell’adozione di volumetrie più contenute, moduli decorativi più eleganti - spesso ispirati a mode francesi - ma eseguiti in accordo a principi di simmetria ornamentale. Da taluni studiosi è definito il Rococò italiano, ma si mediti l’evidenza che mobilia eseguita in Italia e limpidamente rocaille, non è certo rara a documentarsi.

La tendenza ad assimilare novità formali e volumetriche ma non a recepirne l’elaborazione ornamentale trova naturale spiegazione in Italia nel fatto che in questo secolo la grande aristocrazia conosce un irrefrenabile declino politico e economico. Se nel secolo precedente vi fu gran profusione di arredi destinati a ornare dimore di recente costruzione, per mostrare con orgoglio la potenza della famiglia committente, nel Settecento, con le dovute eccezioni, si bada piuttosto ad aggiornare il palazzo con la sola mobilia strettamente indispensabile alle nuove esigenze imposte dalla moda o da necessità funzionali. Si mantiene il vecchio apparato scenografico e il nuovo non deve troppo contrastare.

Un esempio periferico risulterà illuminante: nell’interland bolognese la bella Imola trovava nei conti Tozzoni un’alta espressione di antico censo nobiliare. Ebbene, a Palazzo Tozzoni vi è significativa presenza di arredi laccati, di timbro barocco e pur tuttavia databili al settecento inoltrato, né mancano tavoli da parata di formulazione pretenziosa ma di esecuzione frettolosa, e a ben guardare lo sfavillio più che l’oro in foglia emula la mecca. L’aristocrazia fondiaria volge al tramonto  e con essa un’intera epoca, per implodere e mai più ricomparire.

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