Domenica, 05 Febbraio 2012
Manierismo
Storia del mobile in Italia

Manierismo
(Dal 1520-30 al 1630)

L’origine del Manierismo è da ricercarsi tra Roma e Firenze. Le sue prime manifestazioni sono di ambito pittorico: con Pontormo, Beccafumi, i raffaelleschi ed in particolare con l’opera michelangiolesca. La tendenza manierista, rapidamente diffusasi in Italia, giunse dapprima alla corte di Francesco I a Fontainebleau in Francia, dove operarono numerose maestranze italiane, finendo per investire l’intera Europa, con un “internazionalismo” e una rapidità d’adesione che mai invece riuscì al Rinascimento, esemplificativa testimonianza del proto-manierismo fiorentino è il celebre Studiolo di Francesco I, la cui esecuzione spetta a Giorgio Vasari. In questo periodo si verifica una compenetrazione tra arti maggiori e arti decorative applicate che non trova eguali nei secoli precedenti, domina il motivo “a grottesche”, di cui l’ornatista e incisore Enea Vico (1523 – 1567) darà alle stampe una raccolta particolarmente e originale, destinata a larga eco anche nel nord Europa; si predilige il gusto  per  le  forme inusuali  e  per  i materiali  preziosi,  accresce  l’interesse  per soggetti desunti dal mito classico o da fonti letterarie, per le pose artificiose o ambigue, con un generale orientamento che più non rivolge il suo interesse per le forme della natura, come fu invece nel Rinascimento, ma piuttosto alle opere insigni lasciate dai grandi artisti come Leonardo, Raffaello e Michelangelo.
Una delle caratteristiche che più colpisce del Manierismo è l’infinita varietà di materiali pregiati che spesso coabitano sullo stesso manufatto, ivi dispiegati con tale sfarzo e ostentata opulenza, da obliterare qualunque precedente termine comparativo. Ciò trova naturale spiegazione nel generale fenomeno di rifeudalizzazione che interessa l’aristocrazia in tutta Europa.
Se prima la figura umana era parte integrante di un insieme ordinato, ora tende ad assumere funzione predominante, e in ogni tipologia d’arredo tale modificazione risulta evidente: le gambe dei tavoli emergono a forte aggetto scultoreo in forme antropomorfe, armadi, letti e cassoni presentano figure di mascheroni con effetto a tutto tondo, arpie, cariatidi, e altre immagini figurate acquistano proporzioni maggiorate, talvolta la generale tendenza a ornare la mobilia di decori affollati e soverchianti complica il rapporto tra forma e ornato che a stento regge la squillante scenografia.
Dunque ancora dentelli, ovuli, foglie d’acanto, cornucopie, festoni, putti, rosette, medaglioni, erme, conchiglie, ma disposti in gran numero e con sfoggio di pompa magna. Esempi di autentico ipertrofismo decorativo ci pergiungono dallo scultore-intagliatore francese Hugues Sambin (1520/25 – 1601),  mentre il paradigma nostrano di maggior evidenza è costituito dalla produzione ligure del secondo Cinquecento, il cui esemplare più tipico, lo stipo a bambocci, presenta pilastrate con paraste interamente ricoperte da figurine ad altorilievo o a tutto tondo. Il repertorio decorativo manierista trova un momento di insistito successo nella divulgazione di opere incisorie a stampa (Cherubino Alberti, 1528, Aegidius Sadeler, 1605, ecc.) che riproducono il celebre ciclo di Palazzo Milesi a Roma. Qui Polidoro da Caravaggio aveva felicemente dipinto (1495c. – 1543) dieci vasi di foggia fantastica, dove pur entro un elaborato programma ornamentale, dominava il motivo a festoni di frutta e fiori variamente raccordati da mascheroni, putti o gruppi figurati; l’influsso esercitato sulla mobilia da questo ciclo pittorico è percepibile fin a Seicento inoltrato. Tra i capolavori programmatici della stagione manierista va ricordata  a Firenze la camera nuziale di Pier Francesco Borgherini e Margherita Acciaioli, progettata da Baccio d’Agnolo, con cassoni, spalliere e pannelli alle pareti dipinte da Francesco d’Ubertino detto il Bachiacca (1494 – 1557), entro i pannelli figurano dipinti di Andrea del Sarto, del Granacci e del Pontormo; Bartolomeo Neroni detto il Riccio (1505/10 – 1571), disegnò e sovrintese l’esecuzione del coro della cattedrale di Siena, posto in opera, tra gli altri, dai legnaioli Teseo da Pienza e Benedetto da Montepulciano tra il 1567 e il 1570. Quest’opera, ormai legata al Manierismo trionfante, è da annoverarsi tra i capolavori del secolo.

Lo straordinario impulso che ebbe l’oreficeria nel secolo XVI apportò anche negli arredi lignari notevoli modificazioni: alla tecnica dell’intarsio presto subentrò l’incrostazione, con tarsie in acciaio, madreperla, avorio, che culminò in Firenze con mobilia preziosamente ornata da commessi in pietre dure, si pensi al celebre tavolo Farnese, in alabastro orientale e marmi rari, posto in opera su disegni di Jacopo Barozzi detto il Vignola (New York, Metropolitan Museum). Milano, che nella produzione del ferro e dell’acciaio vanta una tradizione d’eccellenza grazie alla presenza di armaioli di qualificata maestria, si distingue anche nell’esecuzione di arredi incrostati in metalli, come ben testimonia il rinomato stipo in acciaio sbalzato e damaschinato in oro e argento, eseguito nel 1567 e firmato da Giuseppe de Vici (Vienna, Kunsthistorisches Museum).
Il Manierismo fu il naturale bacino che permise al Barocco di diffondere le sue linee mosse e sovraccariche, anche se il passaggio dall’uno all’altro non fu ne univoco, ne repentino, e solo intorno al terzo decennio del Seicento si può osservare il definitivo tramonto della lezione cinquecentesca.

Vai al capitolo precedente:
Rinascimento
Vai al capitolo successivo:
Barocco
© Abacus Arte, un portale dedicato ad arte e antiquariato, all'interno potete trovare eventi dedicati al mondo dell'antiquariato: mostre, aste, mercatini di antiquariato e fiere di antiquariato. Sono inoltre disponibili schede biografiche di pittori, ebanisti, avoristi, ceramisti, intagliatori, orafi e tutte le arti minori. Puoi avvalerti del nostro servizio di expertise su oggetti di antiquariato e consultare pubblicazioni e dizionari di settore. Inoltre trovi la legislazione e la modulistica utile per lavorare nel settore dell'antiquariato
P.Iva e Codice fiscale 03085461204