Giovedì, 09 Settembre 2010
Stile Direttorio
Storia del mobile in Italia

Stile Direttorio
(Dal 1795 al 1804)

Con il termine Direttorio si designa quel periodo storico e stilistico che in Francia comprende il Direttorio, la Convenzione e il Consolato.
In questo breve lasso temporale si assiste nella mobilia ad un accentuarsi delle premesse archeologiche in termini di maggior rigore archeologico e nel contempo si formula un’accentuata severità lineare che di fatto prelude e anticipa forme e ornamentazioni che saranno poi tipiche dello stile Impero.
Nella mobilia si assiste tuttavia a fenomeni di generale scadimento qualitativo, gli arredi del tempo della passata monarchia avevano peraltro raggiunto un impareggiabile perfezione tecnico-esecutiva, e certo non contribuì lo scioglimento delle antiche corporazioni. Tuttavia, ebanisti come Jacob, Weisweiler e Beneman (già fornitori della Corona) contribuirono non poco a quella sostanziale continuità di gusto che si percepisce tra la mobilia dell’Ancien Régime e la Rivoluzione.

Questo periodo è fortemente condizionato dalla cifra stilistica imposta dagli architetti e decoratori d’interni Charles Percier e Pierre Françoise Léonard Fontane che fin dal 1797 fornirono a Jacob i disegni per i mobili destinati alla Convenzione e al Consiglio dei Cinquecento.
L’arredo di epoca Direttorio abbandona le delicate cromie pastello che caratterizzano la produzione Luigi XVI in favore della cupa magnificenza del mogano, che nella sua vasta gamma di essenze risulterà il legno di gran lunga più apprezzato in questo periodo. A questo si aggiunga un generale abbandono delle tendenze a intarsio floreale a cui si preferiscono semplici filettature a legno tinto a ebano o in amaranto, l’inserimento di lieve profilature lineari in ottone diviene pratica di gran moda.

Le novità si innestano su una tendenza che di norma trova tipologie già diffuse in epoca neoclassica, e in taluni casi non mancano significative innovazioni: le sedie, sovente tinteggiate a colori chiari e motivi archeologici, si distinguono per il tipico schienale tappezzato o rifinito a traforo che si arrotola “en crosse” e ad S, le gambe posteriori sono à la page se incurvate “a sciabola”, si diffonde la tipologia a schienale avvolgente, detto “a gondola”. Per gli studi e le biblioteche si diffondono modelli caratterizzati dall’alto schienale concavo, detto “en hémicycle”, con struttura di norma massiccia e con sedile rivestito in cuoio. Continua l’uso della popolare bergères e compare una grande poltrona a due, detta causeuse. Le commodes presentano rispetto al passato meno varianti formali e in genere si classificano in due categorie: con cassetti a vista o celati da ante. L’ uso del secrétaire à abattant trova vasta diffusione e del tutto nuova è la tipologia della toilette, ora simile a una console sulla quale poggia uno specchio basculante entro piastrini imperniati. Certamente la novità di maggior fantasia di questo periodo è la leggiadra psiche, costituita da un grande specchio ovaliforme o rettangolare, montato entro alti sostegni lignei, generalmente retto da gambine sciabolate.
E’ questa l’epoca dove conosce grande diffusione il tavolo da pranzo, ovale o rotondo, mentre la scrivania continua a mantenere la foggia dei modelli à bureau plats già nota in epoca precedente. Altro mobile di gran moda è l’athénienne, una sorta di alto brucia profumo dalla forma a tripode (ma già attestato fin dal 1763, quando comparve per la prima volta illustrato in un dipinto di Vien).

In questo periodo non si segnalano particolari novità tecnico-costruttive, le tecnologie rimangono quelle già in uso fin dall’inizio della metà del Settecento.

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