Giovedì, 09 Settembre 2010
Stile Consolare
Storia del mobile in Italia

Stile Consolare
(Dal 1799 al 1804)

Nel 1799, con la proclamazione di Napoleone Bonaparte Primo Console, la tendenza - già assimilata durante il Direttorio - incline a concepire arredi improntati a sobria linearità, con mobilia vestita di colori a tinte scure la cui diffusione aveva trovato come protagonista indiscusso il legno di mogano, diviene una vera e propria moda mediatica. Il nuovo gusto peraltro interpreta alla perfezione quel processo di vittoriosa identificazione culturale-militaresca che le guerre napoleoniche lentamente diffondevano nel subconscio collettivo francese. I decoratori d’interni Percier e Fontane sono arbitri del nuovo gusto, che “lanciano” dapprima trasformando gli arredi della Malmaison, a lavori ultimati, risulterà codificato quel rigoroso principio di stretta connessione tra ambiente, decorazione e arredo, che resterà alla base della loro estetica. Al servizio di Napoleone, ebbero poi numerosi altri incarichi, tra cui il restauro e il riammodernamento del Louvre, di Versailles e di Saint-Cloud.
Supporti e gambe sagomati “a sciabola”, già introdotti dall’ebanista Jacob, trovano ora impiego generalizzato, i venti di guerra che ovunque vedevano trionfare il tricolore del Bonaparte contagiarono l’intero modo di concepire l’arredo, con sale che talvolta imitavano (anche negli parti ad affresco) vere e proprie tende d’accampamento militare. Sempre più l’orientamento degli ebanisti in ragione di precise richieste della committenza di potere fu indirizzato verso produzioni in sintonia con modelli di evidente richiamo romano-imperiale. E’ in questa fase che trova la sua prima comparsa il piede tornito “a triclinium”, a reggere letti, divani, dormeuse e finanche in commodes e comodini. Ai lati del letto, in genere “alla polacca” e sovrastati da baldacchini e tendaggi, si diffuse la moda di abbinare comodini a colonna, che in un qualche modo richiamavano la forma dei tamburi militari che guidavano la marcia dell’invincibile armata. Sempre in epoca consolare si confermò nella camera da letto la presenza della  psiche,  nel medesimo ambiente si registra l’innovazione che modifica la tradizionale formulazione dell’armadio, ora dotato di un grande specchio applicato nell’anta centrale. Tra le sedie conosce  larga fortuna la tipologia nella quale le gambe si compongono con i braccioli a formare una X.  

Dopo  i primi anni seguiti alla crisi della Rivoluzione, rifiorì sulla mobilia l’ornato a guarnizione bronzea che nel primo periodo del Direttivo di rado comparvero a impreziosire superfici d’arredo. Tra gli ebanisti-bronzisti, divenne celebre Pierre-Philippe Thomire, un artista a cui peraltro spetta l’introduzione di importanti innovazioni tecniche relative alla fusione del bronzo e la cui fortuna commerciale lo portò a impiegare centinaia di lavoranti. E proprio in epoca consolare è la guarnizione bronzea dorata che diventa protagonista indiscussa degli arredi del tempo: cinture, pilastrate, gambe, crociere, predelle, braccioli e quant’altro, è adorna da clipei, stelle, strali, fregi, acroteri e divinità del pantheon greco, romano, etrusco o egizio, sovente lavorate a traforo entro motivi a losanga. Tra i fregi del periodo, particolarmente tipizzanti furono quelli “a corona consolare” e “a strale di Zeus”.
Oltre al sempre rinomatissimo mogano, di norme disposto a lastronature speculari a formare con le venature (o piume) contrapposte il caratteristico effetto “ad ali di farfalla”, trovò buona diffusione anche la betulla e la radica di tuja.

In Italia, dove solo raramente si utilizzò il pregiato mogano, si continuò ad eseguire mobilia con legni di frutto e sempre diffuso rimase il massello di noce. E’ bene sottolineare il fatto che lo Stile Consolare fu massimamente una moda che attecchì in Francia, in Italia sortì solo echi riflessi, quasi del tutto ininfluenti.

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