Domenica, 05 Febbraio 2012
Barocchetto
Storia del mobile in Italia

Barocchetto
(Dagli Anni Venti agli Anni Sessanta-Ottanta del Settecento)

Con questo termine si designa, per quanto specificatamente attiene alla mobilia, una parte della produzione eseguita in Italia nel periodo di tempo compreso tra l’epoca Rococò e la prima fase del Neoclassicismo. Si caratterizza per l’impianto formale e decorativo ancora rigidamente in adesione ai dettami cari al periodo barocco (da cui il termine “barocchetto”) e alle mode Luigi XIV e tuttavia vi si colgono i nuovi tempi nell’adozione di volumetrie più contenute, moduli decorativi più eleganti, spesso direttamente ispirati alla moda francese, ma sempre eseguiti con rigorosi principi di simmetria ornamentale. Da taluni studiosi è definito il Rococò italiano, ma non me ne dico convinto, in ragione dell’evidenza che mobilia eseguita in Italia e limpidamente rocaille, non è certo rara a documentarsi (si pensi ai noti e prestigiosi mobili eseguiti dagli ebanisti romani per l’alta aristocrazia papalina).

La tendenza ad assimilare novità formali e volumetriche ma non a recepirne l’elaborazione ornamentale trova naturale spiegazione in Italia nel fatto che in questo secolo la grande aristocrazia conosce un irrefrenabile declino politico e economico. Se nel secolo precedente vi fu gran profusione di arredi destinati a ornare dimore di recente costruzione, per mostrare con orgoglio la potenza della famiglia committente, nel Settecento si bada piuttosto ad aggiornare il palazzo con la sola mobilia strettamente necessaria alle nuove esigenze imposte dalla moda o da necessità funzionali. Si mantiene il vecchio apparato scenografico e il nuovo non deve troppo contrastare.

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