Guai al collezionista capace di cogliere la “bellezza” se ancora non ne conosce talune delle sue multiformi manifestazioni. Se mai volgesse lo sguardo a candelieri o torcieri antichi prima mai considerati, ne rimarrebbe incantato dall'astrusa stilizzazione antropomorfa degli esemplari mosani, dalle linee impareggiabili di quelli limosini o dinantini, si perderebbe nelle malie del fascino di quelli gotici toscani indorati e smaltati e... il fiato verrebbe meno innanzi ad un esemplare rinascimentale impreziosito da cristalli di rocca. L'antiquario, che ne intuisce non meno di lui il fascino struggente, solo a caro prezzo è disposto a separarsene... se autentico.
Paolo Cesari
Il lungo cammino della vicenda umana è un lento incedere di piccole tappe e faticosi traguardi, il cui ordine è disgregato dal repentino manifestarsi di svolte rivoluzionarie, tali da scombussolare consuetudini secolari e capaci di svelare orizzonti poco prima impensabili.
Le vicende connesse alle innovazioni che nel lontano passato portarono l'uomo a popolare le buie notti paleolitiche con improvvisate torce e che oggi permettono elettricamente di illuminare “a giorno” il più sperduto atollo della terra, sono un patrimonio universale: il loro valore è percepibile ad ogni latitudine e assume forme simboliche radicate anche nel nostro inconscio. Un faro nella notte indica ovunque al marinaio il traguardo di un porto vicino; i fuochi della fiaccola che ricordano il braciere di Olimpia promettono speranza di fratellanza e concordia; una lucina che scintilla accanto ad un tabernacolo ci ricorda che siamo innanzi alla manifestazione terrena del corporale del Santissimo; le luci notturne che a lungo illuminarono le are dei templi pagani furono l'emanazione costante della presenza benigna degli dei; nel presente, il balucicare di infinite luci multicolori ci ricorda il fascino moderno e incessante di New York. Nel sottile linguaggio simbolico la luce, eterna la vita.
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