Domenica, 05 Febbraio 2012
Il Seicento a Modena
Storia del mobile in Emilia

Gli inizi del secolo vedono a Modena la corte estense, con il duca Cesare esule nel 1598 da Ferrara, passata in drammatica devoluzione allo Stato Pontificio. Nella nuova sede estense, anche in fatto di mobilia, si era portato via da Ferrara quanto si era potuto. Dagli inventari ducali apprendiamo che oltre agli arredi tradizionali, nella prima metà del secolo compaiono nuove tipologie come tavolini in ebano incrostati in avorio e numerose credenze di dimensioni contenute, dette buffetti. Le maestranze di cui giunge memoria sono: l’ebanista Fra Bernardino Forte, l’intarsiatore Alessandro Guasconi e il reggiano Alessandro Vasconi, scultore su avorio, che intarsia con materiale eburneo uno scrigno in ebano, tutti attivi in commissioni ducali.
Con Francesco I, duca dal 1629 al 1658, la corte vive una stagione che per modernità e sfarzo sembra emulare i fasti ferraresi dei tempi ferraresi di Alfonso II. La mobilia assorbe influenze francesi, spagnole e in particolare risente delle novità romane: lo stesso Bernini, di passaggio a Modena, contribuirà direttamente a dare alla capitale ducale una svolta in chiave barocca.
A sottolineare il favore che lo stile barocco incontra presso gli Este, pare significativo che, tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta, un’autentica schiera di doratori è impegnata a impreziosire gli arredi della nobiltà locale: Stefano Quirini, Alberto Campana, Paolo Vensani, Angelo Manzoli, Tommaso Panoni, Giovanni Fini, Sforza Campi, Giovanni Riccò, Antonio Migliani, Giacomo Barbanti, Pellegrino Trevisi, Ilario Barozzi e Sebastiano Caula, autore delle dorature nella lettiera detta di Faraone, che nel 1640 ricopre con ben 3.300 foglie d’oro e sempre il Caula, nel 1650 utilizza 1215 foglie d’oro per “vestire” la cornice contenente un ritratto della duchessa Vittoria.
Lo stipettaio-intagliatore autenticamente protagonista di questa fase stilistica è il sassuolese frate servita Carlo Guastucci, le cui opere sono spesso dorate dal suo collaboratore Bartolomeo Bratti. Il Guastucci, è autore oltre che di arredi lignei chiesastici e nobiliari, di un gran numero di importanti cornici destinate a ornare i dipinti della Quadreria Ducale, veri e propri capolavori del barocco emiliano.
Nella seconda parte del secolo, oltre al Guastucci che è operoso almeno fino al 1666, troviamo altri intagliatori-ebanisti attivi in commissioni ducali: nel 1674 Bartolomeo Bonvicini, nel 1690 Giuseppe Roduzzi e nel 1689 l’intagliatore Lorenzo Aili attivo a Parma e stipendiato dai Farnese, esegue per il principe Luigi d’Este una lettiera a intagli dorati.
Tra il 1680 e il 1690 ha bottega in città il veronese Benedetto Corberelli, specialista nel commesso in pietre dure, alla maniera fiorentina. E’ stipendiato dalla corte. Realizza, in collaborazione con l’ebanista Gherla con la sovrintendenza del pittore Francesco Stringa, alcuni medaglieri, tavolini e mobili d’esposizione, impreziositi da materiale in commesso lapideo, a testimonianza che il fascino esercitato da questa lavorazione toscana riesce talvolta a sostituire la tradizionale tecnica della meschia a scagliola, ormai fortemente radicata in Emilia.
A sottolineare come ancora in regione si continui a rivolgersi a maestranze straniere per l’esecuzione di arredi di particolare sontuosità, si pensi al canterano commissionato dal duca Francesco II a Venezia, e fatto eseguire nel 1690 dal celebre mobiliere-intarsiatore Zuane Sugioldi: si trattava di un canterano in ebano, con filettature, maniglie, boccole e chiavi in argento, preziosamente incrostato di madreperla, lapislazzuli e pietre dure e con pilastrate che montavano colonne a torciglione, dai capitelli e piedi argentei.

Vai al capitolo precedente:
Il seicento
Vai al capitolo successivo:
Il Seicento a Parma e Piacenza
© Abacus Arte, un portale dedicato ad arte e antiquariato, all'interno potete trovare eventi dedicati al mondo dell'antiquariato: mostre, aste, mercatini di antiquariato e fiere di antiquariato. Sono inoltre disponibili schede biografiche di pittori, ebanisti, avoristi, ceramisti, intagliatori, orafi e tutte le arti minori. Puoi avvalerti del nostro servizio di expertise su oggetti di antiquariato e consultare pubblicazioni e dizionari di settore. Inoltre trovi la legislazione e la modulistica utile per lavorare nel settore dell'antiquariato
P.Iva e Codice fiscale 03085461204